Internet Etico nel 2021 (parte 2)

L'etica dell'hacking

23 Ottobre 2021

Seconda grande domanda: l'hacking è una buona cosa?

Gli argomenti a favore dei meriti etici dell'hacking ruotano intorno ai cappelli bianchi: i white hat hacker si dedicano a rendere Internet un luogo più sicuro, testando se i siti sono facili da hackerare e condividendo le loro intuizioni con i proprietari dei siti stessi. Possono anche offrirsi di correggerne le vulnerabilità, sono esperti informatici e conoscono bene le criticità del sistema.

Esiste un ramo dell'hacking chiamato hacktivism. Si tratta di un gruppo di hacker o attivisti informatici che hackerano per cause sociali, religiose o politiche, potresti aver sentito parlare di alcuni come Anonymous, Electrohippies, LulsSec e Wikileaks. 

Alcuni di questi gruppi governano i propri membri con codici di condotta. Sono gruppi che spesso lavorano per un ideale di Internet comunista, anticapitalista, libero e aperto. Alcuni attivisti informatici vogliono equalizzare l'accesso a risorse e programmi software, rilasciando versioni non autorizzate. La filosofia che li muove è credere che i progressi tecnologici dovrebbero appartenere al mondo, e non solo a coloro che possono permetterselo.

L'hacking dà voce a coloro che vivono in società controllate e “ristrette”, in cui non c’è spazio per la protesta. Protegge gli individui e le loro famiglie, fornendo un mantello di anonimato al loro dissenso.

Nonostante le buone intenzioni degli hacker white hat, ci sono aziende che si sentono ancora violate dall'idea che qualcuno abbia aggirato illegalmente la sicurezza dei loro sistemi, usando tecniche proibite. Possono anche offrire un pagamento agli hackers per le loro scoperte, a causa del timore che, in caso contrario, potrebbero usare quelle stesse abilità per vendicarsi. Che la paura sia fondata o meno, crea una situazione di disagio.

L'hacking è in realtà illegale secondo la legislazione del Computer Fraud and Abuse Act.
Dopo il suicidio dell'attivista hacker Aaron Swartz, c'è stato un tentativo di riformare questa legislazione: Swartz è stato sorpreso mentre cercava di dare libero accesso alla biblioteca accademica di JSTOR ed è stato coinvolto in una lunga battaglia legale. Dopo il suo suicidio, è stato scritto un emendamento per distinguere tra intento criminale e atti che hanno superato l'accesso autorizzato. 

Sfortunatamente, l'emendamento non ha ottenuto un sostegno sufficiente per essere approvato. Se infrangi le regole per dimostrare che un'applicazione è hackerabile, anche con l'intenzione di aiutare qualcuno, puoi comunque finire in tribunale.

Un altro argomento contro l'hacktivismo proviene dalla proprietà intellettuale.
Alcuni attivisti informatici sostengono un accesso equo e risorse aperte per tutti. Questa filosofia può essere applicata quindi a tutto: contenuti, musica, programmi software o tecnologie.
I dissidenti credono invece che rubare sia rubare: craccare un software per renderlo disponibile alle masse danneggia finanziariamente il suo sviluppatore. Gli sviluppatori di software non vengono pagati per versioni non autorizzate del loro prodotto, proprio come i musicisti non vengono pagati per la musica piratata!

Leggi la prima parte oppure la terza parte

Fonte: https://mediatemple.net/blog/work-life/ethical-internet-in-2021-the-big-questions/

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